Viviamo in un’epoca di grandi cambiamenti. Tra questi, uno degli aspetti da accogliere con fiducia è la sempre maggior coscienza della necessità di adottare stili di vita e soluzioni a minor impatto ambientale, in linea con l’ambizione dell’Europa di diventare il primo continente a impatto zero sul clima entro il 2050.

Ogni gesto quotidiano può contribuire a una maggior sostenibilità, anche nei nostri spostamenti casa-lavoro, favorendo la riduzione dell’impatto ambientale derivante dal traffico veicolare nelle aree urbane.

Il ruolo del Mobility Manager

Nell’ambito del «Mobility Managament», con cui si intende l’insieme di iniziative che gli Enti – pubblici o privati – mettono in atto per gestire la mobilità dei propri lavoratori, chi si occupa dell’implementazione delle iniziative è detto «Mobility Manager».

Si tratta di una figura di alta professionalità, con competenze multidisciplinari e percorso formativo dedicato, che ha l’obiettivo di promuovere un’evoluzione nell’approccio e nelle abitudini dei lavoratori, in un’ottica di sempre maggior sviluppo della mobilità sostenibile.

Per perseguire queste finalità, il «Mobility Manager» deve essere nominato da imprese e PA «con singole unità locali con più di 100 dipendenti ubicate in un capoluogo di Regione, in una Città metropolitana, in un capoluogo di Provincia ovvero in un Comune con popolazione superiore a 50.000 abitanti», come disposto dal Decreto Legge n. 34 del 19 maggio 2020, c.d. «Decreto Rilancio», convertito con Legge n. 77 del 17 luglio 2020.

Aziende e PA possono nominare Mobility Manager una risorsa interna, opportunamente formata, oppure avvalersi di consulenti esterni.

Il Piano Spostamento Casa Lavoro (PSCL)

Uno degli output principali dell’attività del Mobility Manager è il Piano Spostamento Casa Lavoro (PSCL). Questo documento, realizzato sulla base dell’analisi della mobilità dei dipendenti, sull’offerta del trasporto locale e sulle caratteristiche dell’azienda, ha un duplice obiettivo:

  • individuare le misure utili a orientare gli spostamenti casa-lavoro del personale dipendente verso forme di mobilità sostenibile alternative all’uso individuale del veicolo privato a motore;
  • definire i benefici conseguibili con l’attuazione delle misure in esso previste, valutando i vantaggi per i dipendenti, per l’impresa o PA e per la collettività, sia in termini economici e di produttività che per l’impatto ambientale e sociale.

In generale, il PSCL deve sempre contenere:

1. Introduzione

2. Una parte informativa e di analisi di contesto

3. Una parte progettuale e un programma di implementazione delle soluzioni

4. Un programma di monitoraggio

Come redigere il PSCL?

Sul sito del Ministero della Transizione Ecologica sono disponibili le linee guida che riportano l’indicazione dei contenuti minimi di un PSCL. Il PSCL infatti non è un documento standard, ma va costruito su misura per ogni realtà.

La prima fase del PSCL (Assessment), ad esempio, riguarda l’analisi dello stato attuale dell’impresa e delle abitudini di mobilità dei suoi dipendenti. Le linee guida forniscono indicazioni su quali informazioni è necessario recepire per conoscere le condizioni strutturali dell’azienda e per poter analizzare l’offerta di trasporto locale a disposizione sul territorio, ma anche come strutturare i questionari per i dipendenti.

Le soluzioni da proporre nell’ambito del PSCL, infatti, devono scaturire dall’incrocio tra la domanda di trasporto dei dipendenti e l’offerta di servizi aziendali e pubblici, tenendo opportunamente in conto la propensione al cambiamento dichiarata dai dipendenti, nonché le risorse aziendali disponibili.

Le linee guida identificano cinque assi di intervento di riferimento per inquadrare le possibili misure proposte nel PSCL:

1. Disincentivare l’uso individuale dell’auto privata

2. Favorire l’uso del trasporto pubblico

3. Favorire la mobilità ciclabile e la micromobilità

4. Ridurre la domanda di mobilità

5. Ulteriori misure

Finanziamenti e tempistiche

Le aziende impegnate nella trasformazione della propria mobilità in ottica più sostenibile hanno oggi la possibilità di accedere a numerosi incentivi e diverse linee di finanziamento, compresi bandi e fondi, nazionali ed europei, dedicati alla transizione ecologica.

Ogni ente o azienda deve adottare il PSCL entro il 31 dicembre di ogni anno. Il PSCL deve essere inviato al Mobility Manager di area del Comune territorialmente competente per una valutazione e armonizzazione complessiva da parte di quest’ultimo, anche sulla base di iniziative integrate che coinvolgono diversi soggetti e competenze.

Comunicazione e monitoraggio

Il coinvolgimento dei dipendenti non si esaurisce con i questionari iniziali, ma una volta adottato il PSCL devono essere costantemente informati e coinvolti attivamente, per aumentare la consapevolezza e la volontà condivisa di raggiungere gli obiettivi indicati.

Al tempo stesso, il PSCL deve essere oggetto di costante monitoraggio da parte del Mobility Manager aziendale, con l’obiettivo di valutare gli effettivi benefici ottenuti per i dipendenti, l’azienda e la collettività. Il monitoraggio consente anche eventuali revisioni delle misure messe in atto, in linea con gli obiettivi e con il budget disponibile.


Vuoi saperne di più sul PSCL e su come redigerlo?

Iscriviti al corso

Taggato come: