Ci sono ancora molte persone dubbiose circa gli effettivi vantaggi dell’introduzione della fatturazione elettronica. Eppure, per evidenziare i benefici di questo nuovo strumento – e del relativo obbligo verso le PA e, a partire dal 2019, anche per le operazioni B2B – basta guardare a chi già da alcuni anni utilizza la fattura elettronica.

Per quanto riguarda la fatturazione elettronica europea, l’unico Paese oltre all’Italia ad avere introdotto l’obbligo è il Portogallo, che intorno alla e-fattura ha concentrato buona parte della strategia per uscire dalla profonda crisi finanziaria originata nel 2008.

La stessa Commissione europea non ha dubbi nell’affermare che proprio l’applicazione dall’alto di questo strumento a partire dal 2012 ha permesso al Paese di sollevarsi dai lunghi strascichi del fallimento di Lehman Brothers. Ma allarghiamo lo sguardo: qual è la situazione della fatturazione elettronica europea?

La fatturazione elettronica europea

Gli unici Paese ad aver optato per l’obbligo della fatturazione elettronica sono, come anticipato, Italia e Portogallo. Per il resto, il panorama della fatturazione elettronica europea è piuttosto variegato, partendo dal presupposto per il quale la legislazione UE prevede l’obbligo della e-fattura solamente per gli appalti pubblici, al quale tutti i Paesi membri dovranno adeguarsi entro il 27 novembre 2018.

Paesi come Bulgaria, Cipro, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Polonia, Regno Unito, Slovacchia e Ungheria non hanno ancora espresso nessuna normativa riguardante la fatturazione elettronica. Ma sono ancora di più, invece, i Paesi che hanno adottato l’obbligo di fatturazione elettronica nei confronti della Pubblica amministrazione:

  • Austria (dal 2014)
  • Belgio (dal 2018, per le operazioni sopra ai 135mila euro)
  • Croazia (dal 2016)
  • Danimarca (dal 2005)
  • Estonia (dal 2017)
  • Finlandia (dal 2010)
  • Francia (introduzione progressiva a partire dal 2017)
  • Germania (progressivamente dal 2017)
  • Lituania (dal 2017)
  • Paesi Bassi (dal 2017 verso lo Stato centrale, dal 2019 verso tutte le PA)
  • Slovenia (dal 2015)
  • Spagna (dal 2015, obbligatoria per gli importi superiori ai 5mila euro)
  • Svezia (dal 2008 verso il governo centrale)

Pur non esistendo un obbligo imposto dai vertici europei, dunque, sono molti i Paesi che si sono mossi in questa direzione, così da rendere più agevoli le attività di verifica e di accertamento delle frodi Iva.

Per facilitare questo processo, tra l’altro, nel 2017 lo European Committee for Standardization ha definito lo standard europeo di fatturazione elettronica, così da indicare un modello di riferimento ai quali tutti gli Stati membri devono guardare.

Il panorama internazionale delle fatture digitali

Vista la situazione della fatturazione elettronica in Europa, si può allargare ulteriormente lo sguardo: a livello globale, i Paesi in cui la e-fattura sta riscontrando maggiormente successo sono quelli del Sud America. Qui, come del resto in Portogallo e in Italia, tale strumento ha lo scopo principale di ottimizzare il controllo fiscale e ridurre i tassi di evasione, soprattutto in Paesi come Cile, Brasile e Messico, che prima di tutti gli altri hanno adottato la fatturazione elettronica.

Negli Usa si è notata una timida adozione della fattura elettronica, così come in alcuni Paesi asiatici. Per quanto riguarda l’Africa, è da sottolineare il diffuso utilizzo della fatturazione elettronica in Sudafrica, mentre in Australia si è ancora alla fase dei test.


 

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