Migliorare la qualità di vita dei dipendenti dovrebbe essere tra gli obiettivi principali di ogni impresa moderna, guardando sia all’ambito lavorativo sia alla sfera privata. Un collaboratore felice e soddisfatto è infatti un lavoratore che resta fedele all’azienda, che riduce al minimo l’assenteismo, che produce di più, che diventa un ottimo testimonial dell’impresa, nonché esso stesso un elemento fondamentale all’interno della strategia di employer brand.

Quindi al benessere del lavoratore si possono affiancare altri aspetti positivi quali una maggior motivazione, dunque un maggior senso di responsabilità, un aumento della produttività, una riduzione del turnover e una crescente fiducia nei confronti dell’azienda. Non da ultima è la considerazione del fatto che l’erogazione di fringe benefit e in generale i progetti welfare rendono l’azienda più competitiva nel favorire i processi di attraction e anche di redention dei talenti.

Da tutte queste considerazioni emerge la necessità di mettere in campo degli strumenti efficaci di welfare aziendale, sfruttando per esempio i fringe benefit. I quali, va sottolineato, non presentano sempre le stesse soglie per essere esenti da imposte: vediamo quali sono i limiti previsti per il 2023 e quali sono le novità annunciate per il 2024.  

I fringe benefit, in breve 

Con il termine fringe benefit si indica una forma di retribuzione non in denaro che l’azienda mette a disposizione dei dipendenti. Il fringe benefit può quindi prendere diverse forme, spaziando dall’auto aziendale al buono acquisto, dallo smartphone aziendale ai buoni pasto, per arrivare a borse di studio e prestiti agevolati.

A definire i fringe benefit a livello normativo sono il Testo unico in Materia di Redditi, le Leggi di Bilancio e le circolari dell’Agenzia delle Entrate. Aumentare il potere di acquisto dei propri collaboratori è universalmente riconosciuto come uno strumento prezioso per avere una forza lavoro più motivata, più soddisfatta, più coinvolta e maggiormente presente: vale quindi la pena vedere quali sono le soglie dei fringe benefit per il 2023 e per il 2024.  

I fringe benefit nel 2023: il limite a 3.000 euro 

In risposta al generale rialzo dei prezzi, per il 2023 è stato predisposto uno speciale limite di 3.000 euro per i fringe benefit dei dipendenti con figli a carico: questo significa che in luogo degli ordinari 258,23 euro, chi risponde ai requisiti indicati dall’Agenzia delle Entrate può ottenere delle retribuzioni non in denaro esenti da imposte fino a un limite massimo di 3.000 euro.

Va sottolineato che il Fisco considera come figli a carico coloro che presentano un reddito non superiore ai 2.840,51 euro e non superiore ai 4.000 euro per i figli fino a 24 anni.  

Il bonus carburante nel 2023 

Il discorso relativo alle caratteristiche dei fringe benefit nel 2023 si completa con quanto riportato nel Decreto “Trasparenza prezzi carburante ” n. 5/2023, con la riproposizione dell’agevolazione bonus carburante: le imprese possono quindi erogare somme o titoli di valore non superiore ai 2.000 euro per l’acquisto di carburanti. Se entro tale soglia, si conferma la non imponibilità fiscale e la deducibilità per l’impresa.  

I fringe benefit per il 2024 

Nel presentare la Legge di Bilancio il governo ha anticipato quelle che saranno le caratteristiche dei fringe benefit nel 2024. La soglia di 258,23 euro prevista per tutti i lavoratori verrà innalzata fino a 1.000 euro, mentre i dipendenti con figli a carico vedranno la soglia fissata a 2.000 euro.

Per come sono state presentate, queste modifiche non sembrano essere temporanee o limitate al solo 2024, suggerendo quindi un cambiamento strutturale dei limiti dei fringe benefit.  

La gestione dei fringe benefit 

L’azienda può decidere di personalizzare il piano welfare progettandolo in base alle caratteristiche del personale destinato a tali agevolazioni. In ogni caso ha poi a disposizione i supporti digitali per l’erogazione.

Le card digitali di ultima generazione sono un ottimo strumento per gestire tali premi: consentono infatti ai dipendenti di scegliere i fringe benefit in funzione delle proprie spese quotidiane e di utilizzare i buoni acquisto in moltissimi punti vendita distribuiti su un vasto territorio. L’utilizzo di card consente infine, oltre al “cosa” e al “dove”, di stabilire “quando” possa esserne più conveniente l’utilizzo.  


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