Per anni i negozi fisici hanno guardato con timore agli e-commerce e all’espandersi dello shopping online. Del resto, numeri parlano chiaro: laddove le indagini Istat fotografano un lieve calo delle vendite al dettaglio a livello fisico, le vendite online continuano a fare storia a sé.

A luglio 2018 le vendite degli e-commerce sono cresciute del 13,6% rispetto a luglio 2017, nello stesso mese in cui il volume complessivo delle vendite segnava invece un calo dell’1,8%. Impossibile osteggiare il progresso commercio elettronico, ed è per questo che il retail del futuro deve trasformare tale minaccia in opportunità. Va peraltro sottolineato che molti marchi si sono già mossi in questo senso.

L’evoluzione del retail

L’universo degli e-commerce, insomma, deve diventare un alleato del retail del futuro. Di più: deve diventarne una parte integrante. Già adesso l’industria del commercio del nostro Paese si sta pian piano muovendo in questa direzione, seppur in ritardo rispetto a quanto fatto da altre realtà più rapide e maggiormente innovative.

Per determinati settori restare fuori dal circuito del commercio online può essere particolarmente rischioso: basti pensare al fatto che, stando ai dati pubblicati da Boston Consulting Group, tra il 2018 e il 2022 le vendite online di giocattoli aumenteranno del 48%; quelle di elettronica del consumo, invece, del 20%.

I prossimi anni, dunque, sembrano sempre più in mano ai retail innovativi che saranno in grado di gestire in modo ottimale una strategia multicanale la quale, partendo da prospettive diverse, dovrà riuscire a mettere il cliente al centro dei propri sforzi.

Il retail del futuro tra tradizione e innovazione

Non solo, dunque, i retailer fisici che ancora non lo hanno fatto sono tenuti ad aggiungere un canale di vendita online. Di più: devono anche essere in grado di avere una visione integrata della customer journey, a partire dall’acquisizione dei clienti fino al momento dell’acquisto, sia per quanto riguarda il canale digitale che per quanto riguarda il canale di vendita fisico. Ad oggi, nella maggior parte dei casi, si tende a mantenere ben separati questi due mondi, senza capire quanto uno può influenzare e aiutare l’altro.

Oggigiorno si controlla quanto una campagna di email marketing o una determinata strategia di social media marketing vanno a impattare sulle vendite di un e-commerce, ma non si riesce – e talvolta non si prova nemmeno – a capire quali sono le conseguenze di quei singoli investimenti sulle vendite nei punti di vendita fisici.

Nel retail del futuro, invece, la prospettiva deve essere unica, anche perché va sottolineato che i medesimi clienti si possono interfacciare al singolo brand utilizzando e integrando tutti i canali messi a disposizione, fisici e virtuali.

Il ruolo del negozio fisico

Ma come deve essere il negozio del futuro, se al suo fianco ci sarà la presenza costante dell’e-commerce? Il punto di vendita fisico dovrà differenziare la sua offerta rispetto ai canali online, puntando dunque maggiormente sull’esperienza di acquisto.

Si pensi per esempio alle rivoluzioni compiute da brand come Nike, Apple e Gucci, i quali hanno donato un nuovo status ai propri store fisici, trasformandoli in veri e propri luoghi di incontro, capaci di offrire qualcosa di più – e di diverso – rispetto ai corrispettivi online.


 

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