Il Dpcm entrato in vigore il 6 novembre ha portato nuove importanti novità per i ristoranti. Restano attive tutte le regole fissate in precedenza, con bar e ristoranti chiamati per esempio a rispettare la cosiddetta “regola del 4”, così come disposto a partire dal 25 ottobre.

In quella data si è infatti deciso che in bar e ristoranti sarà possibile far accomodare fino a un massimo di 4 persone nello stesso tavolo, in ogni caso ben distanziate tra loro. L’unica eccezione è costituita da tavoli di persone conviventi: una famiglia di 5 o 6 persone, quindi, può sedere al medesimo tavolo senza nessun problema.

Di fatto il ridimensionamento dei tavoli e la chiusura alle 18 erano le due più importanti regole per la gestione di bar e ristoranti fino al 6 novembre: da quel giorno in poi, come è noto, sono state introdotte nuove importanti novità.

Le differenti regole per bar e ristoranti nelle zone gialla, arancione e rossa

Il Dpcm che è entrato in vigore il 6 novembre ha di fatto diviso l’Italia in tre fasce. Per la zona gialla si prosegue come nei giorni precedenti: i bar e ristoranti devono chiudere alle 18. Oltre tale orario le attività possono continuare solo attraverso la consegna a domicilio o mediante l’asporto, con espresso divieto per i clienti di consumare quanto acquistato nelle adiacenze del locale.

Diverso il discorso per i ristoranti nelle aree arancioni e rosse. In questo caso le attività di ristorazione, e quindi ristoranti, bar, pasticcerie e quant’altro non possono aprire i battenti: restano possibili, invece, i servizi di asporto e di consegna a domicilio.

La tecnologia fondamentale per continuare l’attività di ristorazione

Basta una lettura veloce del nuovo Dpcm per capire che, indipendentemente dalla zona all’interno della quale ci si trovi, per garantire la continuità all’attività di bar e ristoranti, è necessario che questi attivino dei servizi efficienti di asporto e di consegna a domicilio.

Non stupisce quindi la corsa dei ristoratori verso i nuovi software per organizzazione consegne, spesso in forma di specifici moduli da integrare al proprio software di gestione del ristorante.

L’attività che sceglie di offrire ai propri clienti i servizi di asporto e di consegna a domicilio deve infatti ripensare il proprio approccio, preparandosi ad affrontare una mole di ordini potenzialmente elevata. Il vecchio sistema degli ordini telefonici e degli appunti volanti, di fatto, in un contesto simile – in cui il delivery assume dimensioni importanti – non funziona più, tanto meno ora che il pubblico è abituato a usare quotidianamente delle pratiche app per le consegne a domicilio.

Avere un moderno software gestionale per il proprio ristorante, completo di funzionalità per l’asporto, significa avere sempre sotto controllo tutti gli ordini, per una gestione efficace – e senza sprechi – del servizio di delivery.