L’Intelligenza Artificiale è entrata nel lessico quotidiano delle aziende: si parla di automazione, “copilot”, assistenti conversazionali, analisi predittiva. Ma quando si scende sul concreto, la domanda che conta è sempre la stessa: che cosa cambia davvero, nei processi e nelle decisioni, quando l’AI è integrata nel sistema gestionale ERP?
È qui che diventa utile conoscere l’approccio “da Osservatorio”che non si riduce a inseguire l’hype, ma serve per fotografare il livello di adozione, capire aspettative e timori, e misurare dove l’AI stia portando valore reale (e dove, invece, servano basi dati migliori, formazione e governance).
H2. Dal “gestionale come archivio” alla piattaforma ERP intelligente
La prima edizione dell’Osservatorio ERP Zucchetti ha mostrato un dato molto chiaro: gli ERP sono già il cuore operativo delle imprese italiane. Su 1.118 aziende intervistate, il 92% dichiara di usare un software gestionale per gestire i processi aziendali.
Questo è un punto cruciale, perché l’AI “da sola” non crea trasformazione: funziona quando innesta capacità intelligenti dentro i flussi dove le persone lavorano ogni giorno (ordini, acquisti, contabilità, supply chain, controllo di gestione, gestione documentale, HR, customer service). In altre parole: l’impatto dell’AI dipende dal contesto e l’ERP è uno dei contesti più strategici.
Intelligenza artificiale nell’ERP: non è (solo) un chatbot
Quando si parla di AI integrata nell’ERP, spesso si immagina un assistente che risponde a domande. È una parte della storia, ma non l’unica.
L’Intelligenza Artificiale nei sistemi gestionali incide su tre livelli fondamentali:
- Operatività: riduzione del tempo su attività ripetitive (inserimenti, controlli, riconciliazioni, classificazioni).
- Decisioni: supporto nel leggere indicatori, evidenziare anomalie, proporre alternative.
- Processi: automazione guidata (workflow, approvazioni, escalation), con regole più apprendimento dai dati.
Un modello completo di AI prevede un modello di integrazione basato su tre direttrici: “assistere, arricchire, automatizzare”, con funzionalità integrate “nativamente” nei sistemi gestionali per supportare l’operatività quotidiana, mantenendo la centralità della persona nelle decisioni.
I vantaggi dell’AI integrata nell’ERP: il valore misurabile
In un ERP moderno, alcuni ambiti sono particolarmente adatti a generare benefici tangibili:
1) Ricerca e accesso alle informazioni (meno tempo, più qualità)
- query in linguaggio naturale su dati e report
- sintesi di scostamenti e principali driver
- ricerca intelligente tra documenti e allegati (ordini, DDT, fatture, contratti)
2) Gestione documentale e amministrazione (meno errori, più velocità)
- estrazione dati da documenti
- classificazione e instradamento automatico
- controlli di coerenza (duplicati, incongruenze, campi mancanti)
3) Controllo di gestione e performance (più controllo, meno sorprese)
- individuazione di anomalie (costi fuori soglia, margini atipici, trend “strani”)
- previsioni su domanda, scorte, fabbisogni
- suggerimenti operativi basati su serie storiche
4) Supporto alle funzioni (acquisti, vendite, logistica, HR)
- priorità e suggerimenti su attività (follow-up, solleciti, eccezioni)
- precompilazione assistita e riduzione “data entry”
- raccomandazioni su riordini, livelli scorta, pianificazione
Il punto, però, è che questi vantaggi non sono automatici: dipendono da qualità dei dati, integrazioni, processi ben definiti. E questo ci porta al perché di un Osservatorio.
Perché un Osservatorio sull’AI negli ERP è utile alle imprese
Un Osservatorio serve quando il mercato è in una fase in cui:
- tutti parlano di AI, ma pochi hanno metriche condivise per valutarne l’impatto;
- le aziende si muovono a velocità diverse (chi sperimenta, chi aspetta, chi è bloccato da vincoli organizzativi o normativi);
- i benefici potenziali si intrecciano con temi sensibili: sicurezza, governance, compliance, competenze.
La seconda edizione dell’Osservatorio ERP Zucchetti nasce proprio con questo obiettivo: analizzare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul mondo gestionale, raccogliendo percezioni, trend, obiettivi e strumenti utilizzati da chi usa già un ERP nei processi quotidiani.
In più, la partecipazione è pensata per essere semplice: un questionario breve (circa 3 minuti) e gratuito, con la possibilità di ricevere un report dedicato all’impatto dell’AI nel mondo gestionale in Italia.
Integrare l’AI nell’ERP: da dove iniziare
Per restare concreti, un percorso serio verso l’AI integrata nell’ERP dovrebbe partire ponendosi alcune domande chiave per definire la strategia e gli obiettivi aziendali:
- Quali processi vogliamo migliorare per primi? (tempi, costi, qualità, controllo)
- Quali dati servono e dove si trovano? (ERP, CRM, documentale, BI, fogli Excel)
- Chi è responsabile dei dati e delle regole? (data owner, IT, operations, amministrazione)
- Come misuriamo il valore? (KPI prima/dopo: tempi ciclo, error rate, backlog, accuratezza)
- Che cosa non vogliamo automatizzare? (aree dove serve giudizio umano, policy e limiti)
La buona notizia è che l’AI non richiede per forza “rivoluzioni” immediate: spesso i risultati arrivano più velocemente con use case mirati, ben governati e integrati negli strumenti di lavoro già in uso.
L’AI come acceleratore dei processi gestionali
Se l’ERP è già la piattaforma su cui poggiano le operazioni, l’AI diventa un acceleratore potente — ma solo se viene introdotta con metodo. In questo senso, partecipare a un Osservatorio significa contribuire a una fotografia collettiva del mercato e, allo stesso tempo, ottenere insight utili per capire dove si stia andando.
E oggi, nel passaggio da sperimentazioni isolate a integrazioni strutturate nei gestionali, avere dati e benchmark può fare la differenza tra “provare l’AI” e usarla davvero per migliorare processi e decisioni.
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