Con alcuni mesi di ritardo, quest’estate sono stati finalmente sbloccati i famosi voucher digitalizzazione del MISE. A causare il ripetuto rinvio era stata la mancanza di un apposito decreto che fissasse le modalità di richiesta per accedere al beneficio: si è però finalmente provveduto a colmare questa lacuna, rendendo disponibili a partire da luglio i tanto desiderati voucher digitalizzazione 2017.

100 milioni di euro in voucher per la digitalizzazione delle Pmi

I finanziamenti per la digitalizzazione delle Pmi deliberati dal CIPE si dividono in 67,46 milioni di euro a valere sulle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020 e in 32,54 milioni di euro a carico del Programma operativo nazionale. In tutto, dunque, si parla di 100 milioni di euro investiti nei voucher digitalizzazione, volti cioè a favorire la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento tecnologico delle micro, delle piccole e delle medie imprese italiane.

Anche gli ERP di ultima generazione possono essere finanziati

Tra i software finanziabili con i voucher rientrano dunque ovviamente anche i software ERP di ultima generazione, programmi gestionali in grado di rivoluzionare e semplificare il funzionamento della macchina aziendale sfruttando in modo intelligente ed automatico tutte le possibilità offerte dal web.

Finanziamenti fino ad un massimo di 10mila euro

I più attenti si ricorderanno che i voucher per la digitalizzazione delle Pmi erano già stati annunciati due anni fa, con il Destinazione Italia: da allora di fatto le imprese italiane aspettano di poter accedere a questo finanziamento fino a 10mila euro per l’acquisto di dispositivi hardware e di software capaci di aiutare il loro processo di digital transformation. Ma chi può accedere a questi voucher, e soprattutto, come funziona questo finanziamento?

Voucher digitalizzazione 2017: quali sono le condizioni?

Possono accedere ai voucher per la digitalizzazione tutte le imprese non riconducibili all’agricoltura, alla pesca e all’acquacoltura con sede in Italia e regolarmente iscritte al Registro delle imprese. L’azienda richiedente non deve poi aver beneficiato di altri contributi statali per l’acquisto dei medesimi beni e servizi di digitalizzazione, né essere sottoposta a procedure di fallimento o di liquidazione, nonché di amministrazione controllata.

I software e gli hardware passibili di finanziamento

Va sottolineato che i voucher digitalizzazione 2017 del MISE vanno a finanziare il 50% delle spese che rientrano nel novero della digitalizzazione. Rientrano dunque nelle spese finanziabili:

  • Hardware e software che migliorano l’efficienza aziendale attraverso la digitalizzazione
  • Sistemi che introducono migliorie nell’organizzazione del lavoro, agevolando per esempio il telelavoro e quindi una maggiore flessibilità
  • Specifici software per gestione amministrativa online
  • Software per la gestione di e-commerce
  • Consulenze per la formazione del personale in campo ICT

Come preannunciato, i 100 milioni stanziati dal CIPE sono stati ripartiti tra le varie Regioni italiane in base al numero di imprese correntemente presenti nei registri della Camera di Commercio.