Ammonta a 20 milioni di euro il portafoglio di finanziamenti “tranched cover” risultante dalla firma di un accordo tra Mediocredito Centrale e GA.FI. a favore delle micro imprese, PMI e Professionisti delle regioni del Sud Italia. Si tratta, più nel dettaglio, di un portafoglio che rientra nell’alveo del Programma Operativo Nazionale (PON) Imprese e Competitività 2014-2020, il quale si pone l’obiettivo di rafforzare le imprese del Mezzogiorno.

In particolare, il PON mira ad accrescere gli investimenti nei settori chiave, da una parte nelle regioni meno sviluppate (ovvero in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) e dall’altra nelle regioni in transizione (e quindi Abruzzo, Molise e Sardegna). È alle imprese del primo gruppo che si rivolge questo piano di finanziamenti per il Sud.

I finanziamenti del Mediocredito Centrale

Può essere utile capire cos’è, oggi, il Mediocredito Centrale. Nato come ente pubblico nel 1952 per erogare credito e agevolazioni pubbliche alle piccole e medie imprese, viene privatizzato negli anni Novanta, e quindi ceduto a Poste Italiane Spa nel 2011 per mettere in pratica il progetto del governo per lo sviluppo delle Regioni Meridionali. Nel 2017 l’Istituto viene acquistato da Invitalia Spa, che continua a mantenere il focus sulle PMI del Mezzogiorno.

Quello proposto in collaborazione con GA.FI. (Garanzia Fidi) è il primo portafoglio PON gestito da un Confidi, ovvero da un consorzio di garanzia collettiva per i fidi. Nel concreto, si parla di singoli finanziamenti per il Sud con importi compresi tra 25 e 300 mila euro, e durata variabile di:

  • 36 mesi per i fabbisogni relativi al capitale circolante e alle scorte
  • 60 mesi per gli investimenti produttivi

Le destinatarie, come anticipato, sono le piccole e medie imprese con sede in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia.

Finanziamenti per il Sud per favorire un rapporto virtuoso tra banche e imprese

Come ha spiegato Rosario Caputo, Presidente di GA.FI., «l’intesa con Mediocredito Centrale rientra nella continua ricerca delle migliori opportunità per favorire un rapporto sempre più proficuo tra banche ed imprese. Mediante il dialogo costruttivo con una Istituzione Finanziaria seria e affidabile, siamo convinti di dare un altro segnale inequivocabile della nostra capacità di stare al fianco delle imprese, garantendo il flusso di credito ad esse destinato per il rilancio dell’intero tessuto produttivo dell’intero Mezzogiorno».

Tutto si basa su una “tranche junior” garantita da GA.FI. e dal Fondo di garanzia a copertura delle prime perdite. Il rischio relativo alla parte restante del portafoglio, invece, è a carico della banca. Così facendo l’offerta di credito alle piccole e medie imprese e ai professionisti risulta ottimizzata, grazie a una suddivisione del rischio che permette di non richiedere delle garanzie reali. Secondo le ultime rilevazioni, oltre il 99% delle imprese ha avuto accesso al finanziamento con la copertura del Fondo in assenza della presentazione di garanzie reali.

Le modalità della collaborazione tra Mediocredito Centrale e Confeserfidi individuate sono fortemente innovative in quanto prevedono una semplificazione dell’iter istruttorio del finanziamento attraverso un’integrazione dei processi operativi della Banca e del Confidi: gli operatori di Confeserfidi potranno infatti utilizzare autonomamente il portale B2B messo a disposizione da Mediocredito Centrale per le domande di finanziamento fino a 500 mila euro.

Il modello di valutazione ai fini dell’accesso al Fondo di garanzia si basa sulla probabilità di inadempimento delle PMI, a cui si collega la rimodulazione delle misure di garanzia.

Con le nuove regole, le coperture riconosciute dal Fondo dipendono dalla classe di rating calcolabile utilizzando l’algoritmo predisposto da Mediocredito Centrale, che per il calcolo dello score considera sia la qualità dei rapporti con le banche (tramite il modulo andamentale che utilizza i dati della centrale rischi di Banca d’Italia) che la situazione economica dell’azienda (dati contabili di bilancio).

Il costante monitoraggio di tali dati, effettuato tramite appositi strumenti software di analisi, consente alle aziende di conoscere in qualsiasi momento l’esito di un’eventuale domanda di garanzia e di giocare d’anticipo correggendo quei fattori che potrebbero portare a un esito negativo.