Da anni da più parti è stato spiegato quanto la digitalizzazione possa essere fondamentale per la crescita e per il benessere delle imprese. Il primo semestre del 2020 ha dimostrato in modo durissimo la fondatezza di queste parole: sono stati infatti proprio i nuovi strumenti digitali a evitare una paralisi totale a livello internazionale.

Le tecnologie implementate negli ultimi anni hanno consentito alle aziende di continuare a essere operative anche di fronte a minacce che, in passato, avrebbero rappresentato un problema ancora più grave per il Paese. Non tutte le imprese, però, erano ugualmente pronte ad affrontare una simile crisi.

Il diverso impatto del Covid-19 sulle imprese italiane

Indubbiamente l’impatto della pandemia Covid-19 è stato e sarà diverso di settore in settore. Alcune aree sono state colpite più duramente, mentre altre, almeno per il momento, sono state toccate solo marginalmente. Anche all’interno dei singoli settori, però, è possibile nella maggior parte dei casi individuare delle grosse differenze.

Le imprese che avevano investito nella digitalizzazione dei processi, nelle tecnologie web e cloud, hanno potuto affrontare questo periodo difficile in modo organizzato ed efficiente, cosa che invece non si può dire a proposito delle imprese meno preparate, che negli scorsi anni avevano investito meno in digitalizzazione. È stata proprio la rapida corsa delle imprese per assicurarsi soluzioni tecnologiche di emergenza a sottolineare il fatto che, effettivamente, migliaia di aziende erano quasi del tutto impreparate alla gestione dei propri processi in chiave fortemente digitale.

Le imprese italiane e il processo di digitalizzazione

Del resto la parziale arretratezza delle imprese italiane in fatto di digitalizzazione non è una novità. Si pensi all’indagine IstatRapporto annuale sulla situazione del Paese” pubblicata la scorsa estate e relativa al 2018. Tra quelle pagine si può leggere che solamente il 4,7% delle imprese presentava un livello elevato di digitalizzazione, mentre l’80% delle imprese era caratterizzato da un basso livello di digitalizzazione.

Le cose non migliorano certo da una prospettiva esterna: l’Indice di Digitalizzazione dell’Economia e della Società – DESI – pubblicato ogni anno dalla Commissione Europea mostra infatti l’Italia posizionata al 25° posto su 28 in termini di digitalizzazione di imprese, economia e società.

Tecnologie digitali all’avanguardia per affrontare l’imprevedibile

I dati riportati qui sopra sono però relativi a studi effettuati prima della pandemia, quindi prima dello scatto in avanti delle imprese in termini di utilizzo delle tecnologie. Partendo dal presupposto per cui le imprese che hanno sviluppato nel tempo delle efficaci strategie di trasformazione digitale sono anche quelle che hanno affrontato nel modo migliore la pandemia, il mondo delle aziende ha capito che per superare questa tempesta è necessario mettere in campo dei piani di digitalizzazione più o meno audaci, con la non remota possibilità di uscire fortificati da questo periodo difficile.

Non stupisce da questo punto di vista il sempre maggiore incoraggiamento del governo italiano, che spinge verso una più diffusa digitalizzazione delle imprese, con il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli ad anticipare che «chi utilizzerà le migliori tecnologie emergenti come la blockchain, l’intelligenza artificiale e l’internet delle cose, per raggiungere determinati obiettivi come innovazione dei prodotti, green e cyber-sicurezza avrà un incremento esponenziale delle percentuali di credito di imposta sull’investimento fatto».

Il primo semestre del 2020 ha dimostrato che, di fatto, l’unica cosa prevedibile nel futuro a breve e a lungo termine è proprio l’imprevedibilità, la quale può essere affrontata solamente con degli strumenti in grado di offrire una grande flessibilità. Ecco quindi che si rende particolarmente utile per l’impresa poter contare su una suite che faccia da luogo di lavoro virtuale e che sappia essere accessibile ovunque e in qualsiasi momento in modo da permettere a tutti i dipendenti di lavorare e collaborare in modo efficace quali che siano le condizioni circostanti.