Nei mesi scorsi si è parlato ampiamente di una delle novità legislative introdotta dalla legge di bilancio 2025 (L. 207/2024 articolo 1, cc 74 e 77): l’obbligo di “collegamento” tra registratore telematico e sistemi o dispositivi di pagamento elettronici, in particolare i POS bancari.   

Con il recente provvedimento n. 424470/2025, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito le modalità di adempimento all’obbligo, fugando i principali dubbi sollevati dagli esercenti. 

Vediamo più in dettaglio questa novità e quali saranno gli adempimenti richiesti alle attività commerciali e ristorative nei prossimi mesi.   

Il collegamento tra registratore telematico e POS sarà solo logico 

Il primo aspetto fondamentale è il concetto di “collegamento logico”. Non presuppone infatti una connessione “fisica” tra dispositivi, ma solo un’associazione digitale. Questo comporta che non verrà richiesto di cambiare Registratore Telematico, di aggiornarne il software o di modificare il POS, ma soltanto di completare una semplice procedura online di associazione.  

A partire da marzo 2026 ogni esercente – o il proprio intermediario – potrà accedere a un’apposita sezione che verrà predisposta sull’area riservata “Fatture&Corrispettivi” del sito dell’Agenzia delle Entrate.  Vi saranno riportati:  

  • le matricole dei registratori telematici di ogni attività, già censiti in Anagrafe Tributaria  
  • i dati identificativi degli strumenti di pagamento elettronico di cui l’esercente risulta titolare, come da comunicazione dei prestatori di servizi di pagamento. 

Un esempio concreto può chiarire il punto: se un commerciante o un ristoratore dispongono nella propria attività di un registratore telematico e due POS, nella propria area riservata troveranno riportati il codice identificativo di quella stampante RT e i dati dei due dispositivi di pagamento da associare tra loro per adempiere all’obbligo.  

È importante notare che questo vale sia per i dispositivi fisici POS, sia per tutti gli altri strumenti elettronici o digitali – come software e app – utilizzati per accettare pagamenti nella propria attività.  

Ogni transazione dovrà riportare il corretto metodo di pagamento utilizzato dal cliente 

L’ulteriore punto di attenzione per gli esercenti è la corretta indicazione, per ogni vendita effettuata, della modalità di pagamento scelta dal cliente.  

Se il POS non è fisicamente collegato al sistema di cassa, già oggi gli esercenti devono inserire la tipologia di pagamento scelta dal cliente per ogni transazione. I dati relativi al pagamento vengono poi riportati nel tracciato quotidiano dei corrispettivi telematici.  

Finora queste informazioni erano utilizzate solo a fini statistici. A partire dal 2026, diventeranno parte integrante degli strumenti di verifica e contrasto all’evasione a disposizione dell’Agenzia.  

Chi non si adeguerà entro i termini stabiliti potrà incorrere nelle sanzioni previste di cui parleremo nel prossimo paragrafo.   

Entro quando bisogna collegare “logicamente” il POS al dispositivo RT e quali sono le conseguenze per chi non lo fa? 

Il servizio per collegare il Registratore Telematico al POS sarà disponibile a partire dai primi giorni di marzo 2026. L’Agenzia comunicherà la data esatta con un avviso sul proprio sito.  

Da quel momento gli esercenti avranno 45 giorni per registrare i dispositivi già in uso. Per i dispositivi attivati in seguito, la registrazione potrà avvenire fino al sesto giorno del secondo mese successivo all’attivazione del POS o della stampante RT, ma comunque entro l’ultimo giorno lavorativo del mese di installazione. 

Chi non effettuerà il collegamento tra registratore telematico e strumenti di pagamento potrà incorrere in sanzioni pecuniarie da 1.000 a 4.000 euro, oltre a eventuali sanzioni accessorie come la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività. 

Gli esercenti che in fase di pagamento non indicano correttamente il metodo scelto dal cliente rischiano una sanzione di 100 euro per ogni comunicazione mancata, errata o incompleta. L’importo può arrivare a un massimo di 1.000 euro per trimestre.   

In conclusione 

Per tutti gli esercenti preoccupati di dover modificare la propria operatività quotidiana, la buona notizia è che l’obbligo di collegamento tra registratore telematico e POS avrà un impatto operativo minimo: 

  • nessun cambio di dispositivi RT o POS 
  • nessun aggiornamento software obbligatorio 
  • una semplice procedura online da completare nei tempi indicati 

Sarà comunque necessario prestare attenzione, in fase di pagamento, a indicare sempre la modalità scelta dal cliente così da far corrispondere gli incassi con i tracciati dei corrispettivi telematici inviati quotidianamente all’Agenzia delle Entrate.    

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