Il luogo più naturale per gli analytics è il cloud: ne sono sempre più convinti gli IT e business decision maker, e lo conferma anche uno ricerca condotta da Idg. Su 200 persone intervistate infatti, il 15% ha affermato di avere alle spalle almeno una soluzione di analytics in cloud.

Il 68% prevede invece di investigare, analizzare o programmare soluzioni in cloud entro i prossimi dodici mesi. In generale, il 74% dei decision maker è convinto di adottare come minimo un approccio ibrido – cloud incluso – nel prossimo triennio.

La crescita del cloud analytics secondo Gartner

A definire un’iniziativa di cloud analytics concorrono complessivamente sei elementi: data source, data model, applicazioni, potenza di calcolo, modelli analitici e memorizzazione dei risultati. Stando alla definizione di Gartner, infatti, cloud analytics sta a indicare:

Qualsiasi iniziativa di analytics nella quale almeno uno di questi elementi risulti implementato nel cloud, sia esso pubblico o privato

Sempre secondo Gartner, nel 2016 l’IT investirà complessivamente 111 miliardi di dollari nel passaggio al cloud, cifra destinata a salire fino a 216 miliardi entro il 2020.

Gli ostacoli che frenano il passaggio al cloud computing

Sono quindi noti i motivi che spingono le aziende verso il cloud: ma quali sono le ragioni che ostacolano questo salto di qualità? I principali fattori che frenano l’adozione del cloud computing sono le preoccupazioni legate alla sicurezza, alle normative e all’incapacità di integrare il passaggio con i sistemi già esistenti.

Una prova ulteriore arriva da una ricerca di NetConsulting Cube, secondo la quale il 75% dei manager italiani si dice convinto che gli aspetti legati al ‘Data Science e Analytics’ dovrebbero venire potenziati sia dal punto di vista della gestione che dell’intercettazione di dati e informazioni.

Secondo Idg, invece, il 33% delle imprese riscontra delle difficoltà nel cambiamento di mentalità che richiederebbe il cloud. Per facilitare questo delicato passaggio risulta quindi indispensabile l’adozione di un business reporting software, in grado di organizzare in maniera coerente la mole di dati sparsi nei più disparati sistemi e database.

Incrementare profitti e agilità gestionale

Gli ostacoli che si frappongono tra le aziende e le soluzioni di analytics in cloud sono però destinati a sparire di fronte alla flessibilità e alla competitività economica che solo un modello as-a-service come il cloud può offrire.
Ne è per esempio convinto Vince Dell’Anno, managing director di Accenture Analytics, il quale riconosce che «cloud privato e pubblico sono diventati parte del tessuto IT di un’azienda», e grazie a questo «è aumentata la capacità delle imprese di muovere e analizzare dati, per incrementare profitto, agilità e favorire l’innovazione».

Maggiori ricavi e velocità grazie al Cloud

In definitiva, stando alle interviste effettuate da Idg, il 17% dei progetti legati agli analytics che verranno portati avanti nei prossimi 12 mesi coinvolgeranno il cloud. Le ragioni di questo passaggio da parte delle aziende sono correlate alla ricerca di una maggiore velocità nel raggiungere importanti decisioni di business, grazie ad un’aumentata capacità nella gestione e nella analisi dei dati.
A confermare i vantaggi del passaggio al cloud concorre anche uno studio portato avanti dall’EIU (Economist Intelligence Unit), il quale dimostra come le imprese che si affidano al cloud, oltre a tagliare i costi, possono vantare anche una crescita dei ricavi: l’aumento dei profitti per le aziende che hanno già effettuato il passaggio si attesta infatti alla media del 9,1%, rispetto all’1% delle altre imprese.